Autodeterminazione delle donne e lotta di liberazione kurda.

L’esperienza di lotta kurda, che si è realizzata negli ultimi due anni in Rojava, è davvero significativa perché offre alle persone “una prospettiva”, “una terza via”, “un progetto di liberazione alternativo in forma di autonomia regionale e autogoverno, il confederalismo democratico, basato su parità di genere, ecologia e democrazia dal basso”. Così Dilar Dirik, una compagna kurda, ha spiegato – durante il convegno “Praticare la libertà…” che si è tenuto a Roma l’11 Ottobre – il peso politico dell’esperienza di autogoverno anti-capitalista e anti-patriarcale oggi difesa a Kobane.

Qui segnaliamo volentieri due approfondimenti sulla questione di genere e l’autodeterminazione delle donne nella lotta di liberazione kurda:

– Kurdistan e questione di genere: una lotta di liberazione – Contributo audio per Radio Cane

La questione di genere costituisce senz’altro uno dei tratti salienti dell’attuale esperienza di lotta kurda.
La gestazione di questo contributo nasce dall’incontro tra le compagne di ReFe  Milano (Relazioni Femministe) e alcune compagne kurde e risale alla primavera scorsa, quando la situazione del popolo kurdo non aveva la visibilità mediatica che, in un modo o nell’altro, ha oggi. Le differenti condizioni geopolitiche non intaccano alcuni temi di fondo.
Un contributo polifonico sul rapporto tra questioni di genere e percorsi di liberazione individuale e collettiva. Alle compagne kurde, le cui risposte ci sono giunte scritte, prestiamo volentieri le nostre voci.

[la redazione ringrazia per il supporto e la collaborazione U.I.K.I. Ufficio Informazione del  Kurdistan in Italia]

– Il popolo kurdo tra resistenza e rivoluzione: nell’occhio del ciclone | Incontro pubblico al Kinesis di Tradate | 25 Novembre |ore 20.30 | con Daniele Pepino (Alpi Libere), ReFeMilano, Centro culturale curdo.

Nell’incendio che dilaga in Medio Oriente, l’ordine imperiale si sta sgretolando. Crollano gli Stati nazione, si sfaldano le frontiere… Tra le macerie dell’ordine mondiale, il popolo curdo si trova, ancora una volta, “nell’occhio del ciclone”, in mezzo a massacri, pulizie etniche, stupri, riduzioni in schiavitù… Contrariamente alle menzogne della propaganda occidentale, chi sta davvero combattendo sul campo le aggressioni dello Stato islamico, e le mire delle potenze capitaliste, sono le forze del PKK-PYD, alla guida di un movimento popolare, dal basso, fatto di uomini e donne, uniti al di là delle barriere nazionali, etniche, religiose… È un processo rivoluzionario, che da oltre due anni ha liberato la regione del Rojava (nord-Siria) riorganizzando la vita sociale – pur nelle difficoltà dovute alla guerra e all’isolamento – sulla base del protagonismo popolare, dell’uguaglianza di genere e della difesa dell’ambiente. È qualcosa di dirompente nello scenario mediorientale, su cui è necessario – per lo meno – incominciare a rompere l’agghiacciante censura mediatica.