Per Anna

Condividiamo le parole e il dolore delle compagne di Torino, pubblicando di seguito il loro comunicato sulla morte di Anna.

Perchè nessuna donna deve morire di aborto.

http://medea.noblogs.org/2014/04/12/per-anna-tutte-con-qualcosa-di-rosso/

Anna…

le compagne, le amiche, le sorelle femministe, di tutte le generazioni, che hanno lottato e che continuano a lottare per non morire d’aborto, abbracciano te, il tuo bimbo, la tua famiglia e ti ricordano con le parole delle tue compagne e dei tuoi compagni del Csoa Gabrio:

Anna era una donna libera, che si autodeterminava; era una compagna, una lottatrice, un’agitatrice col sorriso.
L’abbiamo persa in un sospiro, vorremmo starcene stretti, a sfogare il dolore.
Ma Anna si merita altro.
Anna ha lottato contro la precarizzazione della sua vita, così come tante altre persone oggi.
Anna era una mamma meravigliosa, era la maga in cucina, lo spazio bimbi che ha aiutato a mettere su con altre mamme e papà, era la maestra d’ infanzia che lottava contro un lavoro precario, era la capacità di reinventarsi contadina e trasformatrice nei mercatini autogestiti, era l’amore per il territorio, contro il TAV, le speculazioni e la svendita dei beni comuni.
Non possiamo stare zitti mentre gli avvoltoi non perdono l’occasione di fare campagna antiabortista. Non possiamo tacere di fronte ai giornalisti che come topi rosicchiano il dolore e ingrassano la notizia.
Non possiamo accettare neanche che si dica “é tutt’apposto, l’RU486 é sicura”, é una tragica fatalità perché noi – come Anna – siamo per l’aborto libero, gratuito e sicuro, e non si dovrebbe morire a 36 anni per un’interruzione volontaria di gravidanza tra le mura di un ospedale.
In questo momento vorremmo stare in silenzio, per elaborare la tragedia, per non parlare prima di sapere cosa é successo, perché la risposta a quel che é successo può essere d’aiuto ad altre donne, e questo Anna, come noi, lo avrebbe voluto.
Quello che sappiamo é che non avrebbe mai desiderato essere lo strumento di altri.
E allora chiediamo rispetto per Anna, per noi e per la sua famiglia.

Pubblicato in News

Milano, occupazione della direzione sanitaria di Niguarda

A Milano un segnale forte contro l’obiezione di coscienza e per l’autodeterminazione dei corpi: occupati stamattina gli uffici della Direzione Sanitaria di Niguarda, ospedale con la percentuale più alta di obiettori di coscienza a Milano.

image3

Milano, 11 aprile 2014

Negli stessi giorni in cui gli integralisti cattolici sfilano per la città ostentando macabri crocefissi ornati di feti sanguinanti e chiedendo il ritorno dell’aborto clandestino, abbiamo deciso di “andare alla fonte” dei problemi che già ci affliggono -e che questi signori vorrebbero istituzionalizzare- e di stanare chi se ne rende complice quotidianamente, in particolare le direzioni sanitarie degli ospedali che:
- continuano ad assumere personale obiettore di coscienza rendendo ogni giorno più difficile lo svolgimento del servizio IVG e drammatica e pericolosa la condizione delle donne che devono sottoporsi ad un aborto terapeutico
- consentono l’obiezione anche per prestazioni su cui non sarebbe consentita (visite pre ricovero e pre-dimissioni, prescrizione della pillola del giorno dopo che NON è un abortivo, raschiamenti per emorragie conseguenti ad aborti spontanei ecc)
- applicano all’accettazione del servizio IVG assurdi meccanismi di numero chiuso, inesistenti per qualunque altra prestazione medica, che obbligano le donne che devono abortire ad un drammatico percorso a ostacoli da un ospedale all’altro

Abbiamo deciso di dare un segnale forte contro tutto ciò, occupando simbolicamente la Direzione Sanitaria dell’ospedale Niguarda di Milano:
Perché Niguarda, feudo di Comunione Liberazione, è l’ospedale milanese con la maggiore percentuale di medici obiettori, che supera il 90%.
Perché è l’ospedale che ha dato pronta ospitalità agli integralisti cattolici di No194 che, sfrattati dalla Mangiagalli grazie alle nostre mobilitazioni, svolgono adesso qua davanti le loro maratone di preghiera contro aborto e eutanasia.
Perché qui in autunno è morta una donna in seguito ad una IVG e subito è stata messa una sordina alla notizia, che è sparita immediatamente dai media.
Perché ginecologi di questo ospedale partecipano ridacchiando a trasmissioni radiofoniche che dovrebbero parlare di scienza e in cui invece si sbertucciano con offese misogine e sessiste donne con malattie croniche invalidanti come l’endometriosi (è successo alcuni mesi fa a radio 105)

Come un mese fa a Roma le donne hanno occupato l’Ordine dei Medici, anche noi oggi siamo qui per chiedere una posizione chiara della direzione ma anche dei singoli medici operanti nel servizio pubblico, in merito a questi punti:

- cessazione della presenza degli integralisti cattolici nel piazzale dell’ospedale

-accesso libero e gratuito all’aborto per ogni donna, anche senza permesso di soggiorno, in qualsiasi struttura sanitaria pubblica e in qualsiasi momento. Il medico che obbietta si rifiuta di erogare una prestazione sanitaria e quindi di compiere il suo dovere

-possibilità di scelta effettiva fra aborto chirurgico farmacologico (pillola ru486), in regime di day hospital

-accessibilità senza obiezioni di sorta alla prescrizione e all’acquisto della pillola del giorno dopo
autonomia decisionale e partecipazione attiva di ogni donna a tutto il percorso nascita (gravidanza, parto, puerperio), con riduzione degli interventi medici ai soli casi di effettiva urgenza e necessità e comunque previo consenso libero e informato della donna

-nessun* bambino deve subire interventi medico farmacologici non necessari o trattamenti chirurgici cosmetici su genitali sani solo perché “atipici”

-depatologizzazione della condizione trans

-riduzione delle liste di attesa e dei costi della perizia dei diversi servizi per la re-attribuzione chirurgica del sesso

leggisuicorpi@anche.no

Qui il comunicato sul 12 aprile

20140411_111434

Mappatura aggiornata!

Alla pagina “Indirizzi utili”, trovate la mappatura degli ospedali milanesi che effettuano IVG aggiornata al 7 marzo 2014. Non tutte le strutture ci hanno dato risposte complete: alcuni ospedali hanno evitato di rispondere alle nostre domande, altri hanno risposto fino ad un certo punto, altri hanno messo direttamente la segreteria telefonica. Man mano che reperiremo ulteriori informazioni, aggiorneremo il blog!

 

cine-fuori, donne fuori controllo

Ecco la locandina della rassegna cinematografica organizzata da ReFe Milano che si svolgerà tra Gennaio e Marzo alla Consultoria Autogestita di via dei Transiti 28. “Storie di donne impegnate nella lotta contro il patriarcato e per l’autodeterminazione di sè e del proprio popolo. Dalla resistenza partigiana alla lotta kurda, esempi di pratiche vincenti e post-vittimistiche, tentativi di creare  comunità altre, basate su relazioni orizzontali, rispettose, condivise e senza discriminazioni di genere”

CINEFUORI-Pagina001

Come tutti i primi sabato dei mesi dispari davanti agli ospedali di molte città italiane si svolgeranno “maratone di preghiera contro l’aborto e l’eutanasia”

contro questa ingerenza no-choice ci saranno mobilitazioni in varie città, di seguito alcuni appuntamenti, aspettiamo altre segnalazioni

Milano, Ospedale Niguarda

Potenza, davanti al San Carlo contro la PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER IL SOSTEGNO ALLA MATERNITA’

A Firenze davanti a Careggi: PRESIDIO DI CONTRASTO AI GRUPPI DI PREGHIERA NO-194

A Vicenza davanti all’ospedale di Vicenza: YO DECIDO